Poetry

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giovedì 3 gennaio 2013

GENERAZIONE PRECARIA...






Siamo un popolo di precari, sospesi tra la terra ed il cielo. Attendiamo che qualcosa cambi nel nostro paese, finora invano.
Non possiamo ammalarci, la malattia non è contemplata nei nostri contratti co.co.co , co.co.pro, stage, finti apprendistati, ecc, ecc, Le vacanze, anch'esse non ci sono pagate, così come non conosciamo tredicesime, buoni pasto. Le festività non sono retribuite, con la scusa che tocca a tutti un week end di lavoro , con una opportuna turnazione....
Non possiamo progettare il nostro futuro perchè non possiamo avere un mutuo per costruirci una casa. Crescere dei figli senza l'aiuto della famiglia di origine è quasi impossibile e molti rinunciano a divenire autonomi e avere dei figli, per necessità, venendo bollati come "bamboccioni".
Stiamo diventando un nuovo modello di schiavi, in nome di una flessibilità che fa comodo solo ai padroni delle industrie. Siamo dei burattini nelle mani di banchieri speculatori e senza scrupoli di cui ci tocca pagare con i nostri soldi, gli errori commessi per la loro troppa avidità e menefreghismo.
Per quanto tempo ancora ce ne staremo lassù, inerti, ad aspettare che cambi qualcosa?

Bisogna scendere in campo, bisogna che noi, in prima persona, c'impegnamo........
Perchè qui',compagni, fratelli, bisogna cambiare tutto:

quì o si fa l'Italia o si muore.